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Foto: Unsplash.com
Nei prossimi mesi il mondo rischia “una serie di carestie di proporzioni bibliche a causa della pandemia di Covid-19, con poco tempo a disposizione per intervenire prima che milioni di persone muoiano di fame. L’avvertimento arriva da David Beasley, capo del World Food Programme (WFP), secondo cui è necessaria un’azione urgente per evitare una catastrofe.
«Il rapporto del WFP stima che il numero di persone che soffrono la fame potrebbe passare da 135 milioni a oltre 250 milioni. I Paesi più a rischio sono quelli più colpiti da conflitti, crisi economiche e cambiamenti climatici: in particolare, Yemen, Repubblica democratica del Congo, Afghanistan, Venezuela, Etiopia, Sudan del Sud, Sudan, Siria, Nigeria e Haiti».
Intervenendo martedì davanti al Consiglio di sicurezza dell’Onu -scrive l’Huffington Post- , Beasley ha denunciato ha avvertito: «Siamo a un passo da una pandemia anche di fame. Se non ci prepariamo e non agiamo ora per garantire l’accesso al cibo, evitare carenza di finanziamenti e interruzioni degli scambi, potremmo trovarci ad affrontare più carestie di proporzioni bibliche nell’arco di pochi mesi». Oltre 30 i Paesi a rischio fame, e in 10 di questi già oggi più un milione di persone è a un passo dalla carestia.
«Non stiamo parlando di persone che vanno a letto affamate – ha precisato al Guardian – stiamo parlando di condizioni estreme, stato di emergenza. Se non procuriamo loro del cibo, queste persone moriranno. E’ più di una semplice pandemia: si sta creando una pandemia di fame. Questa è una catastrofe umanitaria e alimentare”.
Nel suo intervento all’Onu, il numero uno del WFP ha sottolineato che, già prima che iniziasse la pandemia di Covid-19, segnalavamo il 2020 per la peggiore crisi umanitaria dai tempi della II Guerra Mondiale . «Le guerre in Siria e Yemen, le crisi in Sud Sudan, in Burkina Faso e nella regione centrale del Sahel, l’invasione di locuste in Africa, e i disastri naturali più frequenti. Senza dimenticare la crisi economica in Libano, che colpisce milioni di rifugiati siriani, e ancora la Repubblica democratica del Congo, il Sudan, l’Etiopia, e la lista prosegue».
«Siamo già alle prese con la tempesta perfetta», ha ammonito, sollecitando l’arrivo dei circa due miliardi di dollari già promessi. Stando al rapporto diffuso ieri dall’Onu e altre organizzazioni partner, sono almeno 265 milioni le persone a rischio fame a causa della crisi coronavirus, il doppio del numero stimato prima dell’inizio della pandemia.
«Ma se riceviamo il denaro e teniamo aperte le catene di approvvigionamento, possiamo evitare la carestia – ha rimarcato Beasley – possiamo fermare tutto questo. Se agiamo ora».