Fondazione Banca Etica: azionariato critico all'Assemblea dell'Eni

Stampa

"Considerando che in Nigeria la pratica di gas flaring è illegale da quasi 25 anni, quali garanzie e quali passi concreti Eni ha adottato per garantire la fine di ogni operazione di questo tipo nel più breve tempo possibile". Lo ha chiesto oggi la Fondazione Culturale Responsabilità Etica partecipando all'assemblea annuale dei soci dell'Eni. Quello dell'Eni in Nigeria e Kazakistan è considerato dalla Fondazione Culturale "un comportamento giudicato poco responsabile in termini umani e ambientali" e per questo la Fondazione Culturale, costituita nel 2003 da Banca Etica, ha avviato su proposta della CRBM un'attività di "azionariato critico".

"L'intervento della Fondazione si è concentrato sugli investimenti dell'Eni in Nigeria e Kazakistan, sia per la dimensione degli impatti, sia perché, essendo tra i più recenti, lasciano ancora aperta la possibilità di un intervento del CdA entrante per un cambiamento di rotta" - spiega La Fondazione Culturale che ha reso disponibile il documento presentato all'assemblea dei soci dell'Eni. Nel paese africano l'Eni partecipa allo sfruttamento di diversi giacimenti petroliferi nella regione del Delta del Niger, dove il gas flaring, uno dei fenomeni più nocivi per l'ambiente e le popolazioni locali, è prassi. Il gas flaring diffonde nell'aria tossine inquinanti come il benzene, accusato di provocare l'aumento di tumori e di malattie respiratorie tra la popolazione; inoltre, contribuisce massicciamente al rilascio di gas serra, con gravi impatti sui cambiamenti climatici. Sul sito dell'Eni si legge che "i progetti di valorizzazione del gas prevedono l'eliminazione della pratica del flaring entro maggio 2012 in Congo ed entro il 2011 in Nigeria".

In Kazakistan la compagnia è l'operatore di Kashagan, il più grande giacimento non ancora esplorato scoperto negli ultimi trent'anni, e si occupa della costruzione degli impianti offshore e su terra e della gestione delle emissioni e dello stoccaggio dello zolfo. Sono diverse le condizioni che rendono molto complesso il compito per Eni, aumentando i costi del progetto ma soprattutto il potenziale rischio finanziario collegato. La struttura geologica dello giacimento, l'alta percentuale di solfati (16-20%), il fatto che Kashagan si trovi a oltre 5.000 metri sotto il fondo del mare, in un'area dove il Caspio è profondo solamente tra i 2 e i 4 metri e quasi interamente gelato tra novembre e marzo, rappresentano solo alcune delle difficoltà legate allo sfruttamento del giacimento.

"A fronte di tutte queste criticità, che hanno causato un considerevole slittamento della tabella di marcia dei lavori, è sorprendente come non siano ancora pubblici gli studi di impatto sulla salute pubblica, i piani per lo stoccaggio dello zolfo e per la gestione delle emissioni e la valutazione di impatto ambientale. Senza una soluzione sostenibile per la gestione di Kashagan, la fase di costruzione potrebbe slittare ancora, con conseguenze finanziarie importanti per gli investitori" - commenta Fondazione Culturale di Banca Etica.

"Abbiamo intenzione di domandare al nuovo CdA se pensa che i progetti di Eni in Nigeria e Kazakistan siano in linea con la RSI della compagnia, e con le dichiarazioni e le campagne pubblicitarie sul risparmio energetico, a partire da "meno 30%", che la compagnia conduce in Italia" - ha dichiarato Ugo Biggeri, presidente della Fondazione Culturale Responsabilità Etica.

L'attività di "azionariato critico" è finalizzata a portare le campagne di denuncia delle ong all'attenzione di azionisti e vertici dei grandi gruppi industriali e promuovere anche in Italia un meccanismo di democrazia economica così come già accadute con successo in molti paesi come Regno Unito e USA. Per il 2008 la Fondazione Culturale ha acquistato delle azioni dell'ENEL, su proposta di Greenpeace Italia, e come detto dell'Eni, su proposta della CRBM. L'acquisto di azioni della compagnia petrolifera italiana ha permesso di esprimere all'Eni alcune critiche sulla passata gestione e rivolgere l'invito al futuro CdA di rivedere alcune linee strategiche dell'azienda. [GB]

Ultime notizie

Dossier – I portuali contro le guerre nel mondo. Nord Ovest Europa (3)

12 Novembre 2025
Anche nell’Europa occidentale, dal Mar Mediterraneo all’Atlantico, i porti sono crocevia di armi. (Linda Maggiori)

COP30: la cronaca della delegazione di Agenzia di Stampa Giovanile

11 Novembre 2025
Una delegazione di 9 giovani e ricercatori trentini è alla Conferenza ONU sul Clima (COP30) a Belém, in Amazzonia, per raccontare e condividere il futuro del Pianeta.

Elezioni nel 2026: fare politica nella Gerusalemme occupata

11 Novembre 2025
Le elezioni in programma per il 2026 sono un punto cruciale per un futuro governo unitario in Palestina. (Monica Pelliccia e Alice Pistolesi)

Eventi estremi e povertà

11 Novembre 2025
La povertà è un problema socioeconomico profondamente interconnesso con la crisi climatica. (Alessandro Graziadei)

Una vi(t)a semplice

10 Novembre 2025
Il progetto "L’ovale storto" racconta le capacità riabilitative, propedeutiche e inclusive della palla ovale. (Matthias Canapini)

Video

Serbia, arriva a Bruxelles la maratona di protesta di studenti per crollo alla stazione di Novi Sad