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I 150 anni dell’Italia solidale
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Centinaia di coloratissime bandiere e di grandi mani verdi, sullo sfondo di una Torino luminosa e spolverata a lucido sia per i 150 anni dell'Unità d'Italia sia per la festa patronale, il 25 giugno hanno colorato piazza San Carlo per la manifestazione nazionale organizzata dal "Comitato 2011 - Unità dell'Italia Solidale". L'Italia è unita solo se è basata sulla solidarietà, l'impegno solidale incide sulla società soltanto se è unito. Lo sa bene il Forum Nazionale del Terzo Settore, l'animatore dell'incontro di Torino, la rete a cui fa capo l'intera realtà del sociale italiano: Il Forum infatti rappresenta oltre 80 organizzazioni nazionali di secondo e terzo livello - per un totale di oltre 94mila sedi territoriali - che operano negli ambiti del volontariato, dell'associazionismo, della cooperazione sociale, della solidarietà internazionale, della finanza etica, del commercio equo e solidale. Insomma il mondo del no profit, delle organizzazioni non governative, di quanti con un impegno tenace e instancabile sostengono la speranza di un'Italia più giusta e più attenta agli ultimi. Il Forum, il cui portavoce è Andrea Olivero, presidente nazionale delle Acli, è da anni la controparte di governi spesso distratti su queste tematiche o apertamente ostili all'ambito del sociale, un comparto su cui vengono effettuati pesanti tagli, sovente con la subdola motivazione di eliminare inutili sprechi.
Ma torniamo alle mani, simbolo della manifestazione e metafora di un possibile intreccio di volontà in grado di trasformare l'Italia è di far tornare al centro dell'attenzione il bene comune, al di là dei personalismi e delle risse. "Le mani realizzano, - così si legge nel manifesto dell'incontro - scrivono, danno forma quotidiana alla solidarietà: sono mani che silenziosamente lavorano, aiutano, sostengono, accolgono, che stringono altre mani con amicizia e con contatti diretti, mani che si pongono su un piano di uguaglianza. È con le mani che dobbiamo lavorare perché “Non c’è futuro senza solidarietà”. Quest'ultimo slogan è stato concretizzato pienamente in alcune storie di solidarietà raccontate dai protagonisti che si sono alternati sul palco posto al centro della piazza e attorniato dai numerosi stand delle varie associazioni. Il popolare conduttore televisivo Fabrizio Frizzi, che presentava l'incontro, ha così passato il microfono a Paolo Benni che con la sua band è stato esplosivo. I giovani ne erano entusiasti. Non solo. Ha saputo interpretare i valori propri del volontariato come la gratuità e lo spirito di servizio.
Don Antonio Mazzi non ha usato mezze parole. Guai a quel volontariato che non affronta il tema del disequilibio, dell'inuguaglianza. Che s'accontenta di dare un risotto al povero, più per sedare i morsi della propria coscienza, invece di liberarlo dalle sue povertà. "Se avessi 40 anni in meno - prosegue il don - non esiterei di andare dal Papa e chiedergli di poter fare politica. Perché è di questo che abbiamo bisogno. Di un volontariato ed una politica dall'occhio limpido e le mani pulite".
A seguire suor Giuliana Galli. All’età di 73 anni, è entrata nel Consiglio di Amministrazione della Compagnia di San Paolo, principale azionista del colosso bancario Intesa Sanpaolo. In quel luogo la banchiera di Dio detta la sua agenda. Dà priorità a colui che ha meno opportunità. Ed ancora Piero Gros, Erminio Longhini, Tiziana Nasi, il Presidente del coordinamento Gianfranco Cattai ed Ernesto Olivero - il fondatore dell'Arsenale della Pace. Ad acclamarlo decine di giovani immigrati con la maglietta del Sermig (servizio missionario giovani) di Torino. Sono stati quasi gli unici a resistere al sole cocente di mezzogiorno mentre migliaia di volontari italiani stavano cercando rifugio sotto i portici. Guarda un pò. A volte i ruoli cambiano così in fretta.
Piergiorgio Cattani di Unimondo ha avuto l’onore di aprire la convention con l'Almanacco ieri oggi e domani. Si tratta di un database online e cartaceo con al centro i temi della pace, dello sviluppo umano e della salvaguardia dell’ambiente. Una pubblicazione che si assorbe a piccole dosi quotidiane, destinata alle scuole, ai giornalisti, agli operatori sociali e ai semplici cittadini desiderosi di vivere quotidianamente l'impegno democratico, che oggi non può non avere un orizzonte globale. Nell'almanacco sono ricordate le campagne della società civile e della cittadinanza attiva. Si fa memoria delle date più importanti della storia italiana, ma anche di quella delle altre nazioni, con un occhio più attento alle date che segnano una tappa o una conquista di libertà. Sono evidenziati eventi civili ma anche le ricorrenze delle principali religioni del mondo. E infine ogni giorno presenta una personalità contemporanea (da Nelson Mandela a Lorenzo Milani, da Aung San Suu Kyi a Chico Mendez insieme a personaggi meno conosciuti ma ugualmente significativi) che ha contribuito allo sviluppo dei valori umani. La battaglia per rendere il mondo più umano non fa distinzione di continente, religione, cultura, genere.
Da Torino, patria dei grandi santi sociali, il mondo del no profit riparte con ancora più fantasia e determinazione. [FP - PG]
Anticipazione da Vita Trentina






