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Milano: chi ha fame non vota
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Questa sera si chiude la campagna elettorale per le elezioni amministrative di Milano e ben otto dei nove candidati che si propongono come sindaci della Milano dell'Expo 2015 finora non hanno ritenuto di dare una risposta all'appello "Sulla fame non si specula". Hanno fatto dunque finta di nulla di fronte all'iniziativa che un gruppo significativo di associazioni e di personalità della società civile milanese all'inizio di questa campagna elettorale ha rivolto a chi sarà chiamato a guidare un evento che ha scelto un tema impegnativo come "Nutrire il pianeta, energia per la vita"
L'appello - consultabile da chiunque sul sito www.sullafamenonsispecula.org - denuncia un problema molto serio: il fatto che oggi in tante piazze finanziarie, compresa la Borsa di Milano, anche un'alluvione o una siccità si possono trasformare in occasione per guadagnare molti soldi, speculando sulle oscillazioni dei prezzi di generi di prima necessità come il mais, la soia o il grano. E chiede al sindaco che governerà Milano un gesto simbolico all'altezza della responsabilità che la città si è assunta scegliendo quel tema per l'Expo: firmare un codice etico in cui si impegna a garantire che l'amministrazione comunale, nelle sue operazioni finanziarie, non ricorrerà mai a titoli derivati legati agli indici delle materie prime agricole.
L'unico ad aver risposto all'iniziativa è stato il candidato sindaco del centro-sinistra Giuliano Pisapia, che si è impegnato ufficialmente - in caso di elezione - a rispettare questo impegno.
Siamo consapevoli che - in una campagna in cui le questioni calde sono ben altre - la fame non è un tema che sposta voti. Ma ci preme lo stesso ricordare che "Nutrire il pianeta" è un impegno che non si può prendere solo a parole. Per questo lanciamo comunque un ultimo invito anche a tutti gli candidati sindaco, affinché aderiscano all'appello e sottoscrivano anche loro il codice etico che abbiamo proposto. "Sulla fame non si specula" è infatti un'iniziativa rivolta indistintamente ai politici di ogni schieramento.
Sarebbe grave se ben otto tra i nove milanesi che si propongono come primi cittadini decidessero di mantenere un atteggiamento ambiguo su un fenomeno che - come denunciato recentemente dalla Banca Mondiale - rischia di far sprofondare altri 44 milioni di persone nella schiera di coloro che nel mondo non hanno di che vivere. Chi ha fame non vota, ma vi sta chiedendo qualcosa. Non continuate a fare finta di nulla.
Da Sulla Fame non si Specula campagna co-promossa da Unimondo






