S'allontana l'obiettivo fame zero

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l numero di persone che nel 2016 soffrono la fame nel mondo resta sui 795 milioni (denutriti cronici), con un bambino su quattro affetto da arresto della crescita e l’8% da deperimento. Dati più o meno in fotocopia con quelli del 2015 e contenuti nell’Indice Globale della Fame 2016 (Ghi), giunto al suo undicesimo anno di pubblicazionee presentato stamani dall’ong Cesvi (che ne cura la pubblicazione in Italia) presso l’Ispi, a Milano.

Rispetto al 2000, il mondo in via di sviluppo ha fatto progressi sostanziali nella riduzione della fame. Il Ghi 2016 mostra che i livelli di fame nei paesi in via di sviluppo si sono ridotti del 29%. Ciononostante, i miglioramenti non sono stati omogenei e continuano a esserci forti disparità su scala regionale, nazionale e subnazionale.

 I livelli di fame in 50 dei 118 paesi analizzati dal rapporto rimangono “gravi” (43 paesi) o “allarmanti” (7 paesi). Dei 50, 33 sono africani, tra cui 5 con livelli “allarmanti”. Agli ultimi 3 posti della classifica ci sono: Centrafrica, Ciad e Zambia. Gli altri 2 paesi africani che hanno livelli allarmanti sono Sierra Leone e Madagascar (a completare la classifica dei peggiori restano Haiti e Yemen).

Inoltre, per 13 paesi non è stato possibile raccogliere dati completi per calcolare il punteggio di Ghi. Dieci di questi, tra i quali Sudan, Rd Congo, Libia, Sud Sudan e Siria, hanno indicatori come arresto della crescita, deperimento e mortalità infantili che lasciano supporre alti livelli di fame e suscitano notevole preoccupazione.

Il Ghi riunisce in un unico indice numerico quattro indicatori: la percentuale di popolazione denutrita; la percentuale di bambini sotto i cinque anni affetti da deperimento (peso insufficiente in rapporto all’altezza); la percentuale di bambini sotto i cinque anni affetti da ritardo della crescita (altezza insufficiente in rapporto all’età); il tasso di mortalità dei bambini sotto i cinque anni.

Secondo l’Indice Globale della Fame 2016, la comunità globale è ben lontana dal raggiungimento dell’Obiettivo ‘Fame Zero’ entro il 2030, nel quadro dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Infatti, se il livello di fame dovesse diminuire allo stesso tasso registrato dal 1992 ad oggi, nel 2030 più di 45 paesi - tra cui India, Pakistan, Haiti, Yemen, e Afghanistan - avrebbero ancora un livello di fame tra il “moderato” e l’“allarmante”.

Da Nigrizia.it

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