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Tre testimoni per 150 anni di storia
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Nel giorno in cui si celebrarono a Pollica i funerali del sindaco pescatore Angelo Vassallo, ultimo martire della camorra, reo di non aver deturpato il suo Comune tanto da meritarsi i riconoscimenti di Legambiente e definito da Mons. Bregantini un “eroe civile” è accaduto qualcosa.
All'indomani dell'esternazione di Andreotti - “se l'ha andata a cercare” - sull'avvocato milanese Giorgio Ambrosoli, liquidatore dell'impero di Michele Sindona morto ammazzato da un sicario è accaduto qualcosa.
Ma cosa? S'è fatta memoria. Certo. Cosa rara, oggi. Ove? A Perugia, all'incontro Acli dedicato ai 150 dell’unità d’Italia (Italiani si diventa). S'è reso omaggio, tra gli altri, ad Aldo Moro, Pio La Torre e Nicola Calipari incontrando i figli Agnese Moro e Franco La Torre e la moglie Rosa Villecco Calipari.
Agnese ha raccontato con profonda umanità, ed a pochi giorni dalla scomparsa della mamma, quanto il padre amasse le grandi e le piccole cose. Al telefono: “mi raccomando figlioli: lavorate per un'Italia unita e spegnete il gas in cucina”.
Franco fu orgoglioso della decisione presa dal sindaco di Comiso di dedicare al già deputato e pacifista Pio La Torre l'aeroporto della cittadina scelta dalla Nato per puntare le sue testate atomiche contro la Russia. Peccato che con il cambio di giunta e di sindaco si cambiò opinione e si scelse di nominare lo scalo al Generale dell'Aeronautica Vincenzo Magliocco che s'è contraddistinto, nella campagna d'Etiopia, per aver gassato (ucciso con i gas) molti africani. Punti di vista diversi.
Infine Rosa, ai microfoni di Unimondo. Nel ricordare il marito caduto a Baghdad per un errore fatale (?) delle truppe Usa mentre stava liberando Luciana Sgrena de “Il Manifesto” ha allarmato l'assemblea riguardo la non cultura profusa a piene mani. I giovani non conoscono tutte le persone sin qui nominate perché non si fa memoria. S'insegna loro a diventare miss, a pettinarsi, a far denaro facile, a comportarsi come vip ma poc'altro. Guardate la nostra TV”. “All'apertura dell'anno scolastico - prosegue la deputata PD Rosa Villecco Calipari - la ministra Gelmini ha fatto memoria del “grande” Mike Bongiorno con una frase mai sentita per alcuno dei succitati “eroi civili”: “Bisognerebbe ricordare lui, quando si studiano i principi della carta costituzionale.
Se ciò non bastasse il premier, da Mosca, fa attacchi inauditi contro la magistratura” osannando Putin con omissioni riguardo la storia d'Italia, nella stagione di Mani pulite, del 1993 prefigurando pianificazioni tra magistratura e la sinistra italiana. Insomma, la memoria in pericolo.
Fa sintesi Andrea Olivero: “Finché non sarà assicurato il ripristino della legalità nel nostro Paese sarà impossibile sperare in un’Italia migliore. La presenza e l’azione della criminalità organizzata continua a rappresentare una metastasi per la convivenza civile, e una ferita profonda per la nostra identità nazionale.
Tanti servitori dello Stato hanno scritto con il sacrificio delle loro vite pagine splendide di identità nazionale, di difesa della dignità dei cittadini nella lotta contro ogni tipo di mafia, di illegalità, di violenza criminale terroristica. Sono loro i migliori testimoni dell’Italia unita. Ma non potremo dirci pienamente italiani finché non faremo nostra fino in fondo la battaglia contro l’illegalità, a tutti i livelli.Senza cultura della legalità non c’è Stato, non c’è Paese unito, non c’è identità nazionale”. Aggiungiamo: vale anche "senza memoria storica".
Fabio Pipinato
(direttore di Unimondo)






